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Archive for the ‘le poesie di nicola’ Category

Lo specchio

Se l’acqua è sporca, noi siamo sporchi,
se l’acqua è inquinata, noi siamo inquinati,
se l’acqua e il mare sono cloàca di discariche, noi siamo cloàca,
se il mare che bagna le nostre coste, è disseminato di cadaveri,
noi siamo morti dentro.

NICOLA LO BIANCO

Nicola Lo Bianco

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SENZA DI TE, LIA

SENZA DI TE LO VEDI STIAMO QUI

Non era questo che ci aveva promesso il tuo cuore
di abbandonarci così come anime in pena siamo di colpo
tramortiti in piedi di fronte al tuo corpo immobile
non riusciamo a convincerci facciamo e rifacciamo
i conti della vita non tornano i pensieri
dei buoni rimangono senza risposta.

Intanto come che sia la vita continua (è vero)
ma il fatto è che tu fra noi più non ci sei
il fatto è che solo nella memoria ora si assommano
le tue rigogliose parole le ragioniamo ad una ad una
adesso come allora dacci un segno che non tutto è perduto
senza di te lo vedi stiamo qui a balbettare l’assurda
preghiera di ritrovarci insieme scegli qualunque giorno
di primavera è tutta fiorita la nostra mimosa ci ascolta
d’estate i fichi sono maturi balliamo i cani sono felici.

Un inverno mai visto a Erbavusa tutto è cambiato
veniamo lungo la strada pronunciamo in silenzio
il tuo nome si posa benefico sopra ogni cosa giriamo
lo sguardo piangiamo i nostri giorni con te sono finiti
i gelsi di primo mattino il pane caldo condito sul terrazzino
la vite germoglia la trama d’amore dei tuoi pensieri
ha messo discrete radici per fare più bella dentro di noi
questo fantasma di vita insensata senza risposta ai tanti
perchè proprio quando dovevi raccogliere i frutti ci lasci
a vaneggiare aspettiamo ad accendere il fuoco che viene Lia
sì sì aspettiamo
sino alla fine dei nostri giorni
e così sia.

NICOLA LO BIANCO

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LAMENTO RAGIONATO, II

II

Niente, la mattina mi alzo e mi faccio la croce
la sera lo stesso mi faccio la croce e dico
– mi sto coricando nel mio letto- però non dormo
la notte questi occhi si chiudono per la stanchezza
il sonno non viene è il cervello che non si riposa
attacca a pensare volta e rivolta fino a trovare
la speranza dell’indomani.
da Nicola Lo Bianco, Lamento ragionato sulla tomba di Falcone, ed. Coppola Di Girolamo

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DEL MITO

DEL MITO
quasi in forma di poesia
dedicata agli amici ospiti
in questa terra di storica
e incoercibile ‘follia’.
I
Oh Signore
delirava un mentecatto
non uno ma cento mille folli
mandaci
a rischiarare questa patria di stolti,
e Zeus padre e madre insieme
dalla coscia partorì Dioniso
tripudiante e malandrino.
In brigata
con Satiri e Baccanti
divino e guitto
insegnò per primo ai Greci
la dolcezza del miele
e l’estasi dell’ebbrezza;
insegnò il sogno e la follia
e con essi la coscienza tragica
l’archetipo dell’esistenza
l’orrore della verità prima
la verità di Edipo e di Amleto:
che l’agire è crudeltà.

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S’ALZA UN GABBIANO IN VOLO

Vola un gabbianu
vicinu e luntanu

Vola gabbianu
vola luntanu
‘un ti firmari
supra stu mari

Ciatu ri ventu
acqua surgiva
voscu ri stiddri
si murmuria

Vuci maliusa
granni suspiru
musica e specchiu
ru munnu persu

Specchiu ri luci
vuci anmmucciati
ioca un cardiddru
è un picciriddru

Ioca cu l’acqua
ioca ca rina
scuma ri mari
ca s’arrimina

E cogghi a scuma
e licca a scuma
comu scuma ri latti
ri prima matina

Vola gabbianu
vola luntanu
un ti firmari
supra stu mari

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ASPETTAMI

Aspettami, arriverò
storto e ciaccato
sopraffatto dal disamore
come un mendicante.
Mi piacerebbe se potessi
di trovarti
oltre la siepe dei tuoi pensieri
ad aspettarmi
davanti alla porta di casa
NICOLA LO BIANCO

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A SALVATORE COPPOLA

NELL’ATTESA

Mi piacerebbe venire a sapere che il mio amico
Salvatore Coppola editore, colpito al cuore,
lungo disteso sul letto lui solo in compagnia
della morte ha dato battaglia sino all’ultimo respiro
a quella donnissima zoccolara che si chiama vita
che l’ha sfidato per quanti anni l’ha maltrattato
gli ha messo le corna della malignità, maligni
chi l’ha guardato con l’occhio dell’indifferenza,
ora mi piacerebbe sapere che non gli ha dato vincitoria
che Salvatore Coppola editore è tornato a svolgere i suoi
“pizzini” della sorte, i “pizzini” del sogno della vita.

NICOLA LO BIANCO

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